The ONE Thing, ovvero una cosa alla volta.

Non siamo multitasking

So che rischio di farmi delle nemiche ma mi tocca spezzare una lancia a favore degli uomini, svelando che nemmeno le donne sono multitasking.

Per multitasking s’intende la capacità di poter svolgere, in maniera eccellente, più compiti contemporaneamente.

Sarà davvero possibile?

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Sicuramente si può ascoltare un podcast e cucinare allo stesso tempo, ascoltare la radio e guidare l’auto, ma se si volesse leggere o guardare le TV mentre si è al volante, le due azioni andrebbero in conflitto tra loro e il risultato sarebbe addirittura pericoloso.

Basti pensare all’elevato numero di incidenti stradali dovuti all’uso del cellulare alla guida.

Ed anche nel caso di due attività conciliabili, il multitasking umano mostrerebbe le sue debolezze. Se anziché guidare una normale auto pilotassi un’auto di Formula 1 durante una gara, sicuramente non potrei ascoltare la radio, perché il primo compito richiederebbe la massima concentrazione.

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Photo by Lacie Slezak on Unsplash

Questo non riguarda solamente gli essere umani, perché a rifletterci bene anche i nostri computer non sono sempre in grado di svolgere due compiti complessi allo stesso momento e spesso hanno bisogno di essere riavviati.

Supponiamo che io abbia preso da poco la patente. Ogni volta che entrerò in macchina dovrò ripetermi mentalmente tutte le operazioni da fare prima di eseguirle in modo tuttavia meccanico: schiacciare la frizione, inserire la marcia, rilasciare lentamente l’acceleratore, ecc.

Solamente a furia di praticare arriverò al punto da poter dire “andiamo al mare con la mia macchina” senza più pensare a come si fa.

La linea A richiede il massimo della concentrazione.

Per poter rendere al massimo è necessario convogliare tutte le nostre energie su di una sola cosa alla volta.

Ne parlano molto bene nel libro “The One Thing” Gary W. Keller e Jay Papasan indicando in maniera molto chiara come poter individuare “la cosa unica”, cioè il compito unico a cui dedicare tutte le risorse.

Si possono svolgere più attività, certo, ma a patto di farle una alla volta.

“The One thing” è applicabile ad ogni sfera della vita la vita: spirituale, fisica, mentale, emotiva, relazionale, il lavorativa e finanziaria.

Questo da un punto di vista pratico. Se invece vogliamo andare più a fondo e scoprire qual è la nostra “unica” missione di vita, allora bisogna porsi delle domande specifiche.

La nostra “One Thing” è quella che Simon Sinek chiamerebbe “Why”, cioè il perché più profondo, quello che ci motiva ogni giorno.

Per cominciare in maniera semplice, ti suggerisco di iniziare isolando i compiti, definendo delle priorità per poter entrare nell’ottica di questo magico meccanismo.

Se lo renderai il tuo stile di vita, ne trarrai grande giovamento.

Parola di Life Coach.

Written by

Attore, public speaking e life coach certificato di base a Berlino dal 2011

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