C’era una volta Zeus, il padre degli dei, e le altre divinità.

Quando arrivò il momento di far nascere le stirpi mortali fu ordinato a Prometeo ed Epimeteo di distribuire loro le facoltà naturali.

Epimeteo diede ad alcuni animali gli artigli, ad altri le vie di fuga come il volo -fight or flight response-, rese alcuni forti, altri veloci, li protesse dal caldo e dal freddo e assicurò possibilità di nutrimento per fare in modo che nessuno si estinguesse.

All’uomo, allora, non rimase davvero nulla.

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Photo by Sebastian Pociecha on Unsplash

Prometeo cosi’ cerco’ di intervenire e fece un gran furto per l’uomo, prendendo dal dio Efesto il fuoco e la perizia tecnica. …


La narrazione di come il mondo dovrebbe essere è noiosa, inutile e dannosa.

Il rimprovero generazionale sulla base dell’esperienza, l’applicazione di un modello vecchio a quello contemporaneo è lo stesso tentativo ottuso di chi si ostina a far combaciare due tasselli di puzzle di dimensioni diverse.

Ma non sono solo gli adulti ad alimentare questo concetto di perfezione, ma anche i media, con una sostanziale differenza.

Mentre i primi, con un tono nostalgico, agiscono sulla linea temporale, col sottintendere cioè che ormai è troppo tardi e che tornare indietro non è possibile, i media agiscono sulla linea spaziale, cioè ci mostrano attraverso un’immagine, per esempio, quanto sia figo quello che sta accadendo a New York o a Tokyo e quanto al contrario sia sfigato il posto in cui viviamo. …


L’anno scorso mi è successa una cosa curiosa.

Durante una video call un mio coachee, un architetto di 35 anni, mi chiese: “Posso vedere il tuo zaino?”

Trovai la domanda curiosa, ma dato l’entusiasmo con la quale mi veniva posta, presi il mio zaino e lo mostrai in camera.

“Grande, lo sapevo! Io dal tipo di zaino capisco subito con chi ho a che fare!”

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Photo by Ross Sneddon on Unsplash

Dimmi che zaino porti e ti dirò chi sei.

Sapete la cosa bella? Mi trova pienamente d’accordo!

Lo zaino, la borsa o la famosa ventiquattrore sono gli elementi distintivi di ogni viaggiatore urbano, cioè di quella specie di Tarzan che saltando da un bus ad un altro o viaggiando su due ruote si muove nei meandri della giungla di strade e palazzi. Il suo tempo è scandito dai semafori. …


Uno studio sui punti di ritrovo degli adolescenti italiani ha fatto emergere una classifica.

Terzo posto: bar.

Secondo posto: casa.

Primo posto: centro commerciale.

E la piazza dov’è? si chiederebbe un non-nativo digitale.

Secondo il filosofo Marc Augé, i centri commerciali, come le autostrade, le sale d’aspetto, gli autogrill, gli autobus, sono dei nonluoghi, ovvero degli spazi senza velleità storica, culturale o antropologica.

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Photo by Alexandre Desane on Unsplash

La prerogativa del nonluogo è la mancanza d’identità.

Sembra che i centri commerciali e i monitor abbiano definitivamente sostituto le piazze e la loro funzione sociale.

Forse anche gli adolescenti di oggi usano l’espressione “scendere in piazza“ ma poi, di fatto, restano l’uno accanto all’altro, ma attaccati ad un monitor. …


La pagina fan di facebook non mi offre altre opzioni, per definire il mio lavoro di coach, che quella di “motivatore”.

Come attore sono finito spesso, nei famosi menù a tendina dei vari siti, nella categoria “altro”, il che la dice lunga sul livello di considerazione del quale gli artisti godano nella società della performance.

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L’artista è inutile.

O per lo meno, è un accessorio da mostrare agli amici durante una cena, una persona con la quale condividere debolezze (in quanto essa stessa debole) dopo qualche bicchiere di vino in più oppure una persona fortunata, perché pur accontentandosi, fa nella vita quello che vuole. …


Una mia amica m’invia, stamattina, una audio WhatsApp. Di sottofondo sento il suono delle campane di una chiesa, suono che mi ricorda l’Italia e che qui a Berlino è piuttosto raro.

Al suo audio segue il mio “non sapevo che andassi a messa la domenica”.

Sempre tramite audio lei mi risponde “riascoltando il mio messaggio, ho pensato che me lo avresti chiesto. In realtà sto andando da una mia amica”.

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Photo by Rachit Tank on Unsplash

Non ci sarebbe nulla di strano in questa conversazione se non il fatto che anche la mia amica appartiene a quel numeroso gruppo di persone che ama riascoltarsi nei propri messaggi WhatsApp! …


Voli pindarici e cadute disastrose, genio e follia, gioco e fuoco, vita e morte, amore.

La vita di Maradona è stata tutta un dribbling consumato da un estremo all’altro.

Se sai giocarlo bene, il pallone ti mette al centro del mondo, ma se non sai tenere l’anima al riparo, la fama ti divora.

Maradona è diventato Dio per volere del popolo, e il popolo si sa, si nutre di passione, di sangue e di delitti.

E’ una storia che si ripete da sempre, quella degli idoli divorati e resi poi immortali.

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Nessun agnello ha salvato Maradona dalla foga del pubblico. E Napoli non poteva che essere il luogo ideale per l’arrivo del nuovo messia. …


De “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde ne ho fatto anni fa un adattamento per un reading ed ancora oggi, ogni volta che mi capita di leggerlo al pubblico, vi trovo dentro nuovi spunti e nuovi significati.

Un po’ come quando si legge la poesia, la quale non sempre è immediatamente chiara, ma si svela a poco a poco col crescere dell’esperienza del vissuto del lettore.

Il primo impatto è emozionale piuttosto che razionale.

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Photo by Fares Hamouche on Unsplash

Dorian Gray è l’emblema del rifiuto dell’invecchiamento, ma non solo. E’ anche l’immagine del fallimento, quella di un uomo che ha sprecato il suo tempo.

Capita in alcune stagioni dell’esistenza di fermarsi a riflettere e di dirsi “non ho combinato nulla nella mia vita, non sono riuscito a realizzarmi”. …


Che fai a capodanno? Bilanci? Progetti? Buoni propositi?

Domande sempre orribili. Figuriamoci in questo fatidico 2020 da cui, diciamoci la verità, scapperemmo quasi tutti.

Il 2020 è l’anno che spingerebbe il più temerario dei due gemelli a mettere alla prova il paradosso di Einstein per accertarne la veridicità.

Mentre uno dei due rimane sulla Terra, l’altro parte su una navicella spaziale e torna, dopo quattro anni, ben più giovane del fratello.

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Photo by Tiffany Combs on Unsplash

Eh sì, Il 2020 sarebbe una gran bella occasione per capire se è vera questa storia che puoi invecchiare di più o di meno a seconda della velocità con cui viaggi. …


Gli attori inglesi per dire “mettersi nei panni del personaggio” usano l’espressione “camminare con le scarpe dell’altro”.

Partiamo da questo per parlare di empatia.

Chi ha avuto la fortuna di fare teatro sa quanto, sin dall’inizio delle prove, indossare le scarpe del personaggio sia determinante per poter entrare nel ruolo.

Parola di Life Coach

Anni fa ho avuto la possibilità di partecipare ad una serie di laboratori dell’Odin Teatret di Eugenio Barba, organizzati a Foggia dalla compagnia teatrale Cerchio di Gesso di cui ho fatto parte per molti anni.

Vari componenti dell’Odin si sono alternati in una serie di workshop. Uno di questi era condotto da Torgeir Wethal, noto attore della compagine danese scomparso qualche anno fa. Ricordo con quanta enfasi ci raccontò del fatto che un attore, in fase di studio del ruolo, può fare a meno di scene e costumi, ma non delle scarpe. …

About

Carlo Loiudice

Attore, public speaking e life coach certificato di base a Berlino dal 2011

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